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	<title>Matematica...e non solo &#187; libri</title>
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	<description>a cura di Silvana Di Bella</description>
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		<title>La diva geniale</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2022 11:29:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 536px;" class="wp-caption alignnone"><img class="" src="https://www.ibs.it/images/9788856672213_0_536_0_75.jpg" alt="" width="536" height="824" /><figcaption class="wp-caption-text">La vita di Hedy Lamarr</figcaption></figure>
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		<title>Nikola Tesla: una graphic novel</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2022 10:43:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Chi era Nikola Tesla? Un inventore geniale o un visionario sganciato dal suo tempo? Cresciuto in povertà nella metà dell&#8217;Ottocento sotto l&#8217;Impero Austro-Ungarico, Tesla riuscì a studiare e a diventare ingegnere con le sue sole forze. Emigrò in cerca di fortuna prima in Francia e poi in America, dove fu assunto nel laboratorio del &#8230; <a href="https://www.gentileschi.edu.it/mathsblog/?p=754" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Nikola Tesla: una graphic novel</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 536px;" class="wp-caption alignnone"><img class="" src="https://www.lafeltrinelli.it/images/9788833140209_0_536_0_75.jpg" alt="" width="536" height="776" /><figcaption class="wp-caption-text">Nikola Tesla</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi era Nikola Tesla? Un inventore geniale o un visionario sganciato dal suo tempo? Cresciuto in povertà nella metà dell&#8217;Ottocento sotto l&#8217;Impero Austro-Ungarico, Tesla riuscì a studiare e a diventare ingegnere con le sue sole forze. Emigrò in cerca di fortuna prima in Francia e poi in America, dove fu assunto nel laboratorio del celebre Thomas Edison, l&#8217;inventore del fonografo e della lampadina. Subì e poi superò le invidie nate fra i colleghi del tempo, prime fra tutte quelle dello stesso Edison, che culminarono nella cosiddetta Guerra delle Correnti, la competizione per il controllo del mercato mondiale dell&#8217;energia elettrica. Ebbe grandiose rivincite pubbliche, prima di conoscere una clamorosa e definitiva rovina. Con oltre duecento brevetti diversi, alcuni dei quali portarono alla diffusione di massa della corrente alternata e della radio, e grazie alle intuizioni del telecomando e del wi-fi, Tesla è oggi ricordato come uno dei più importanti innovatori della storia moderna.</p>
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		<title>un romanzo</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 11:54:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/cms-fornace/public/photos/5ad4ba768f45d225e251daa2/libri/crops/la%20tigre%20di%20noto%2001.jpg?r=932482349" alt="" width="916" height="1417" /></p>
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		<title>La donna di Einstein</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2020 20:06:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Fisica]]></category>
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		<description><![CDATA[Un romanzo che ripercorre la vita della donna che ha amato, supportato e affiancato Albert Einstein, la mente più geniale del XX secolo. La donna di Einstein di Marie Benedict         C’è un personaggio nella vita di Albert Einstein senza il quale la sua storia – e la nostra – non sarebbero quello &#8230; <a href="https://www.gentileschi.edu.it/mathsblog/?p=641" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">La donna di Einstein</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un romanzo che ripercorre la vita della donna che ha amato, supportato e affiancato Albert Einstein, la mente più geniale del XX secolo.</p>
<p><strong>La donna di Einstein</strong> di Marie Benedict</p>
<p><a href="http://www.gentileschi.edu.it/mathsblog/wp-content/uploads/2020/09/einstein.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-642" src="http://www.gentileschi.edu.it/mathsblog/wp-content/uploads/2020/09/einstein.jpg" alt="einstein" width="181" height="278" /></a>        <a href="http://www.gentileschi.edu.it/mathsblog/wp-content/uploads/2020/09/einsteincard1.png"><img class="alignnone size-large wp-image-643" src="http://www.gentileschi.edu.it/mathsblog/wp-content/uploads/2020/09/einsteincard1.png" alt="einsteincard1" width="412" height="412" /></a></p>
<p><em>C’è un personaggio nella vita di Albert Einstein senza il quale la sua storia – e la nostra – non sarebbero quello che sono. Fu il suo più grande amore, ma anche qualcosa di più: la donna che lo ispirò, lo incoraggiò e lo aiutò a concepire quella formula che avrebbe cambiato il mondo. Mitza Maric era sempre stata diversa dalle altre ragazzine. Appassionata di numeri, fu la prima donna a iscriversi a fisica all’università di Zurigo, più interessata a quello che non a sposarsi come la maggior parte delle sue coetanee. E quando a lezione incontrerà un giovane studente di nome Albert Einstein, la vita di entrambi prenderà la strada che era fin dall’ inizio scritta nel destino. La loro sarà un’incredibile unione di anime e menti, un amore romanzesco e tormentato, destinato a finire e, allo stesso tempo, a restare nella storia.</em></p>
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		<title>Nikola Tesla</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 08:49:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nikola Tesla Essendo molto appassionata di teorie del complotto ho deciso di guardare un documentario e, più in generale, di informarmi sulla vita di un genio che ingiustamente in passato è stato screditato: Nikola Tesla. Nato in una cittadina serba nel 1856, fin da bambino era attratto dalla scienza e dalla tecnica; all’età di quattro &#8230; <a href="https://www.gentileschi.edu.it/mathsblog/?p=477" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">Nikola Tesla</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<div id="Item.MessageNormalizedBody" class="_rp_s5 ms-font-weight-regular ms-font-color-neutralDark">
<div class="rps_d2bd">
<div>
<div><strong>Nikola Tesla</strong><br />
<img class="alignnone" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSSg4LR9se4YSOrhq7GWmNHBhrw1UvgsM_o2vzgw4v5X01myXgwfg" alt="" width="300" height="168" /><br />
Essendo molto appassionata di teorie del complotto ho deciso di guardare un documentario e, più in generale, di informarmi sulla vita di un genio che ingiustamente in passato è stato screditato: Nikola Tesla.<br />
Nato in una cittadina serba nel 1856, fin da bambino era attratto dalla scienza e dalla tecnica; all’età di quattro anni, ad esempio, rimase colpito quando, strofinando una mano sul pelo del suo gatto, notò il formarsi di scintille. Questo lo incuriosì a tal punto da farlo appassionare per tutta la vita ai fenomeni elettrici.<br />
Già all’età di diciassette anni, oltre ad avere un’eccellente memoria fotografica e a conoscere nove lingue straniere, era in grado di visualizzare nella sua testa invenzioni, assemblarle, testarle e smontarle come se fossero state davanti a lui materialmente; sosteneva inoltre di non riuscire a distinguere l’immaginazione dalla realtà.<br />
Tesla era ingegnere elettrico, fisico e inventore, anche se lui si definiva un semplice sognatore.<br />
Fu assunto da Thomas Edison il quale, osservando i suoi studi, si rese conto dell’intelligenza fuori dal comune del suo collega. Iniziò così a temere la sua concorrenza.<br />
Tesla in tutto ciò studiava ed effettuava esperimenti sul sistema di corrente alternato polifase (utilizzato attualmente) e, a causa dell’invidia dell’altro, nacque una rivalità che fu poi chiamata “Guerra delle Correnti”.<br />
Alla fine “vinse” Tesla contro il sistema a corrente continua di Edison, ritenuto oggigiorno insufficiente e troppo dispendioso.<br />
Nel 1899 a Colorado Springs condusse una delle sue ricerche più importanti che, purtroppo, non poté portare a termine. Scoprì che era possibile trasmettere per media naturali (acqua, terra, atmosfera) energia senza l’utilizzo di alcun filo conduttore; quest’energia poteva essere ricavata dalla cosiddetta “Cavità di Schumann”, ossia uno spazio di 60 km che circonda la Terra tra la ionosfera e la superficie terrestre che è risonante e tridimensionale. L’idea di Tesla era quella di immettere con un trasmettitore energetico un grosso impulso di energia nella cavità e, quando questo fosse tornato, sarebbe stato colpito con un altro impulso elettrico al momento giusto. Il procedimento sarebbe andato avanti fino a che non avesse raggiunto tanta energia da farla diventare una risorsa che sarebbe poi dovuta essere portata indietro tramite un’antenna adeguata.<br />
Lo scopo del progetto era quello di fornire in egual modo energia a tutti gli abitanti della Terra, senza distinzioni: con il suo sistema, infatti, chiunque avrebbe potuto rifornirsi semplicemente piantando un’antenna nel proprio giardino.<br />
Quando però il suo finanziatore, che era anche colui che ai tempi deteneva il monopolio del mercato del ferro e dell’acciaio, scoprì  ciò che tale scoperta avrebbe comportato (ossia la sua compromessa commerciale), decise di fermare il progetto e di conseguenza il grande sogno di Tesla.<br />
Ciò che mi colpisce così tanto di questo genio (oltre alle sue grandi invenzioni che rivoluzionarono il XX secolo) è il motivo delle sue ricerche. Più volte affermò che non gli interessava il denaro o la fama, ma ciò che realmente importava era il bene dell’umanità; ad esempio, per evitare che certe sue scoperte finissero in mani sbagliate, spesso non le divulgava. Né l’ascesa al potere, né il successo personale furono mai il suo obiettivo.<br />
Quello che più non tollero è come nonostante le sue nobili intenzioni fu così aspramente giudicato, ridicolizzato, screditato e boicottato dai suoi contemporanei.<br />
Ancora oggi molte persone non sanno che invenzioni quali la radio (attribuita erroneamente a Marconi), i raggi X, il neon, il telecomando, la robotica, il laser e molte altre ancora sono tutte opera sua.<br />
L’unico errore di Tesla fu quello di essere un genio, un uomo troppo avanti per il suo tempo.</div>
<div></div>
<div>                                                             di <em> Francesca Pollono classe 3 EL</em></p>
<p>Fonte: “Scoperte scientifiche non autorizzate”<br />
“I segreti perduti di Nikola Tesla”</p></div>
<div><img class="alignnone" src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRtpCDesxJS3zJGijmi2NJbIXO7squJJ1sZENhfarYUdHyUwc6F" alt="" width="300" height="168" /></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Cern di Ginevra</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Mar 2017 08:48:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.focus.it/scienza/scienze/tonelli-la-nascita-imperfetta-delle-cose"> </a></p>
<figure style="width: 355px;" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.focus.it/scienza/scienze/tonelli-la-nascita-imperfetta-delle-cose"><img src="https://img.ibs.it/images/9788858687482_0_0_2146_80.jpg" alt="" width="355" height="544" /></a><figcaption class="wp-caption-text"><a href="http://www.focus.it/scienza/scienze/tonelli-la-nascita-imperfetta-delle-cose">http://www.focus.it/scienza/scienze/tonelli-la-nascita-imperfetta-delle-cose</a></figcaption></figure>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 09:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[silvana]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Contro l&#8217;ora di matematica di Paul Lockart Un manifesto per la liberazione di professori e studenti “Se ci si concentra sul che cosa, e si tralascia il perché, la matematica si riduce a un guscio vuoto. La matematica è l’arte della spiegazione. Se si nega agli studenti l’opportunità di porsi i propri problemi, elaborare le &#8230; <a href="https://www.gentileschi.edu.it/mathsblog/?p=140" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text"></span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Contro l&#8217;ora di matematica</h2>
<p><strong>di Paul Lockart</strong></p>
<h3 id="sottotitolo">Un manifesto per la liberazione di professori e studenti</h3>
<p><img src="http://www.lafeltrinelli.it/static/images-1/l/39/2894039.jpg" alt="" width="147" height="220" /></p>
<p class="abstract">“Se ci si concentra sul che cosa, e si tralascia il perché, la matematica si riduce a un guscio vuoto. La matematica è l’arte della spiegazione. Se si nega agli studenti l’opportunità di porsi i propri problemi, elaborare le proprie congetture e le proprie scoperte, sbagliare, essere creativamente frustrati, avere un’ispirazione, si nega loro la matematica stessa.” Paul Lockhart spiega in questo appassionato e appassionante pamphlet che occorre restituire alla matematica il suo lato creativo e giocoso, riscoprire e trasmettere ai ragazzi lo slancio immaginativo e la sfida mentale che da sempre anima i matematici, perché “non c’è nulla di così onirico e poetico, nulla di così radicale e sovversivo, e psichedelico, quanto la matematica”.</p>
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		<title>presentazione libro</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 20:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[silvana]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[  Piergiorgio Odifreddi CARO PAPA, TI SCRIVO Un matematico ateo a confronto con il papa teologo Arnoldo Mondadori Editore   Con l&#8217; Autore ne parlerà Moni Ovadia Lunedì 16 maggio ore 18.30 Teatro Franco Parenti MILANO Ingresso libero fino ad esaurimento posti Nell&#8217;autunno del 1959 Piergiorgio Odifreddi varcò la soglia del Seminario di Cuneo. La &#8230; <a href="https://www.gentileschi.edu.it/mathsblog/?p=139" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">presentazione libro</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="text-align: justify;">Piergiorgio Odifreddi<br />
<strong><a href="http://www.teatrofrancoparenti.com/spettacolo?i=315">CARO PAPA, TI SCRIVO</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un matematico ateo a confronto con il papa teologo</strong><br />
<span style="font-size: x-small;"><span style="font-size: smaller;">Arnoldo Mondadori Editore</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p></span></p>
<p>Con l&#8217; Autore ne parlerà <strong>Moni Ovadia</strong></p>
<p>Lunedì 16 maggio ore 18.30<br />
Teatro Franco Parenti MILANO<br />
<strong>Ingresso libero fino ad esaurimento posti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;autunno del 1959 Piergiorgio Odifreddi varcò la soglia del Seminario di Cuneo. La sua intenzione era quella di diventare un giorno papa, e benedire da una finestra di Piazza San Pietro la folla estasiata. Ma presto imparÃ² che Â«il cammino che porta al soglio pontificio Ã¨ piÃ¹ accidentato e tortuoso di quanto un bambino avesse ingenuamente potuto immaginareÂ». E, soprattutto, che Â«per poter un giorno comandare bisognava iniziare subito a obbedireÂ» e a essere rispettosi: cosa che giÃ  allora non gli piaceva particolarmente. Cinquantâ€™anni dopo, il matematico impertinente ricorda quei tempi e, contenendo per una volta il suo abituale tono urticante e provocatorio, scrive con grande rispetto e sinceritÃ  a chi papa lo Ã¨ diventato per davvero. Anche se, da scienziato, non abiura al dovere intellettuale di rimanere saldamente ancorato ai fatti della realtÃ  fisica, storica e biologica. Ed Ã¨ dunque costretto a confutare punto per punto il teologo Joseph Ratzinger, che crede invece in ciÃ² che va Â«oltreÂ» la realtÃ  e sconfina nella metafisica, nella metastoria e nella metabiologia. In questa lettera si confrontano cosÃ¬ due metodi, due atteggiamenti, due visioni del mondo. Da un lato il Â«comprendere per credereÂ», che accetta prudentemente di dar credito soltanto a ciÃ² che si capisce e si conosce. E dallâ€™altro il Â«credere per comprendereÂ», che si azzarda a scommettere su ciÃ² che ancora non si capisce o non si conosce, nella speranza che tutto poi si chiarificherÃ  o giustificherÃ . Ma, soprattutto, in questa lettera si contrappongono due Credi. Da un lato, il Credo canonico dei fedeli, commentato da Ratzinger nella sua memorabile Introduzione al cristianesimo. E dallâ€™altro il Credo apocrifo dei razionalisti, enunciato da Odifreddi in una lettera che si presenta come unâ€™altrettanto memorabile introduzione all&#8217;ateismo</p>
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		<title>L&#8217;Uomo che amava solo i numeri: la storia di Paul ErdÃ¶s, un genio alla ricerca della veritÃ  matematica</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 10:06:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[silvana]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Â  Con questo libro Paul Hoffman ci racconta la vita di Paul ErdÃ¶s (Budapest 1913 &#8211; Varsavia 1996), geniale ed eccentrico matematico ungherese, che dedicÃ² letteralmente tutta la sua vita alla ricerca matematica. ErdÃ¶s fu il matematico piÃ¹ prolifico del Novecento (circa 1500 i suoi lavori pubblicati, soprattutto nel campo della Teoria dei numeri): egli &#8230; <a href="https://www.gentileschi.edu.it/mathsblog/?p=134" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">L&#8217;Uomo che amava solo i numeri: la storia di Paul ErdÃ¶s, un genio alla ricerca della veritÃ  matematica</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana;"></p>
<div style="text-align: center;"><span style="font-size: 12pt; font-family: "><span><span><em><strong>Â  <img src="http://areeweb.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Interventi/Articoli/Erdos/Img/fig2.jpg" alt="" width="327" height="389" /></strong></em></span></span></span></div>
<div>Con questo libro Paul Hoffman ci racconta la vita di Paul ErdÃ¶s (Budapest 1913 &#8211; Varsavia 1996), geniale ed eccentrico matematico ungherese, che dedicÃ² letteralmente tutta la sua vita alla ricerca matematica. ErdÃ¶s fu il matematico piÃ¹ prolifico del Novecento (circa 1500 i suoi lavori pubblicati, soprattutto nel campo della Teoria dei numeri): egli non solo era alla continua ricerca di soluzioni a problemi dati, ma anche alla ricerca dei problemi stessi, che proponeva e condivideva con chiunque fosse interessato. Senza fissa dimora, accompagnato solo da una valigia e da un sacchetto di plastica, ErdÃ¶s viaggiava da una nazione all&#8217;altra; sopravvisse soltanto grazie alle cure degli amici matematici, felici di poterlo ospitare in cambio di contributi alle loro ricerche e di nuovi problemi da indagare. Il suo motto fu &#8220;another roof, another proof&#8221; (&#8220;un altro tetto, un&#8217;altra dimostrazione&#8221;) e numerosissime furono le sue collaborazioni, tanto da far nascere il cosiddetto &#8220;numero di ErdÃ¶s&#8221; assegnato ad personam. Il &#8220;numero 1&#8243; Ã¨ assegnato ai matematici che hanno lavorato con lui (i numeri 1 nel mondo sono 462!!!), mentre il &#8220;numero 2&#8243; viene assegnato a chi abbia lavorato con un &#8220;numero 1&#8243; e cosÃ¬ via.<br />
La collaborazione e la condivisione erano aspetti fondamentali nella ricerca di ErdÃ¶s, che si impegnava anche nello scoprire e nell&#8217;incoraggiare nuovi talenti matematici.</div>
<div>
&#8220;Vegre nem butulok tovabb&#8221;<br />
<strong>(&#8220;E infine mai diventerÃ² piÃ¹ stupido&#8221;)<br />
</strong>[Epitaffio di ErdÃ¶s]</div>
<p></span></span></span></div>
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		<title>da leggere&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 10:17:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[silvana]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[AmÃ©lie Nothomb parte da una situazione presente nei paesi opulenti: il reality televisivo e la partecipazione (emotiva) del pubblico; e lo estremizza. Immagina, infatti, che questo si svolga in un campo di concentramento, che abbia come protagonisti kapÃ² ed internati, rastrellati nelle strade di Parigi, che non solo siano trattati duramente, ma che vengano uccisi &#8230; <a href="https://www.gentileschi.edu.it/mathsblog/?p=132" class="more-link">Continua a leggere <span class="screen-reader-text">da leggere&#8230;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold;"><img src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:jti0ad1BOnbchM:http://digilander.libero.it/bluewillow" alt="" /></span></p>
<p><span style="font-weight: bold;">AmÃ©lie Nothomb</span> parte da una situazione presente nei paesi opulenti: il reality televisivo e la partecipazione (emotiva) del pubblico; e lo estremizza.<br />
Immagina, infatti, che questo si svolga in un campo di concentramento, che abbia come protagonisti kapÃ² ed internati, rastrellati nelle strade di Parigi, che non solo siano trattati duramente, ma che vengano uccisi davvero.<br />
L&#8217;idea del reality non Ã¨ originale, lo Ã¨ invece avere scelto il campo di concentramento, ossia la Memoria piÃ¹ atroce e terribile, che il &#8216;900 dovrebbe aver lasciato in ereditÃ  nella coscienza di ciascuno.</p>
<p>Qui la Nothomb gioca su due elementi:<br />
da un lato sui rapporti nel campo di concentramento tra vittime e carnefici e sui rapporti delle vittime tra loro; dall&#8217;altro sui telespettatori, (e l&#8217;opinione pubblica), visti attraverso l&#8217;audience.</p>
<p>Il mondo dei telespettatori, che diventa la societÃ  tout court, ha soltanto un volto, non tante sfaccettature.<br />
Il pubblico -ci fa capire la Nothomb- ha bisogno di identificazione-partecipazione nello spettacolo e, poichÃ© l&#8217;identificazione-partecipazione si consuma rapidamente, ha bisogno di stimoli sempre piÃ¹ forti, che lo eccitino, che lo sorprendano fino a coinvolgerlo direttamente. Quindi quanto piÃ¹ lo spettacolo Ã¨ atroce e diretto tanto piÃ¹ sale l&#8217;audience. Il pubblico tuttavia non si riconosce, condanna gli altri (spettatori), si fa innocente.</p>
<p>Quella che ne viene fuori Ã¨ una rappresentazione ideologica o, se vogliamo, Ã¨ il sentimento che la Nothomb proietta su una societÃ  la cui complessitÃ  si riduce a tal punto che la fa diventare completamente omologata, incapace, cioÃ¨, di esprimere individualitÃ , rivolta.</p>
<p>Due sono i protagonisti, intorno ai quali scorrono gli altri: la bellissima Pannonique (definita nel campo CK2 114), colei che cerca, sperimentando(si), di conservare intatta la sua purezza, autonomia di giudizio e che, per questo, catalizza in sÃ© amore, ammirazione, consenso, ma anche gelosia, risentimento; e la kapÃ² Zdena, che trova la forza della propria identitÃ  nella sua capacitÃ  istintiva di picchiare, insultare, imporre, non provare pietÃ , e, per questo, viene odiata da spettatori e internati, ma che, innamorandosi ossessivamente di Pannonique, cambia e con un colpo di scena&#8230;..</p>
<p><span style="font-style: italic;">Acido solforico</span> Ã¨ un romanzo che nasce da un&#8217;ideologia: l&#8217;individuo puÃ² essere oggi facilmente manipolato, senza che lo creda e lo pensi; e tuttavia esiste anche una minoranza, che vive criticamente&#8230; in molti casi la sua impotenza.<br />
Quanti oggi in Italia rifiutano, infatti, â€œIl grande fratelloâ€ o similari non solo per ideologia, ma perchÃ© non vi provano piacere? Una minoranza forse, ma larga.</p>
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